A spasso coi lemuri: quando andare in Madagascar 

A spasso coi lemuri: quando andare in Madagascar 

Oggi vi trasportiamo su un'isola, svelandovi il periodo migliore per quando andare in Madagascar se decidete di far visita a questa terra dove la natura mostra intatta tutto il suo splendore lasciando sbiadito il confine tra sogno e realtà.

E’ il momento di conoscere a fondo questa destinazione da fiaba, esplorando ogni aspetto, così che non avrai più dubbi sull’unicità del Madagascar.

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Quando andare in Madagascar? cosa sapere prima della partenza

Prima di ogni partenza è sempre bene sapere alcune cose sulla propria destinazione. Cartina alla mano, vediamo cosa c’è sapere sul Madagascar. 

La quarta isola al mondo 

Il Madagascar è un'isola che si estende per oltre 1500 km aggiudicandosi il titolo di quarta isola più grande al mondo. Situata a Sud-Est del continente africano, di fronte al Mozambico questo Stato è conosciuto anche come il continente rosso a cause della tipica terra rossastra che ne contraddistingue la superficie. L’isola è tropicale essendo attraversata dal tropico del Capricorno, ma le sue dimensioni fanno sì che al suo interno la geografia vari molto generando anche in base alle diverse condizioni climatiche diversi micro ecosistemi.

Dagli altopiani e le zone montuose, passando per rigogliose foreste, fino alla steppa e savana del sud, l’isola è il perfetto habitat per numerose specie animali e vegetali, della quale la maggior parte è endemica dell’isola e introvabile in qualsiasi altra parte del mondo e che da sole valgono il 5% del patrimonio faunistico e floreale del pianeta. 

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Consigli pratici per la partenza 

Sono due gli aeroporto principali in Madagascar, spesso raggiungibili dall’Italia tramite volo diretto. Il principale è quello della capitale Antananarivo, mentre il secondo è l’aeroporto di Fascene nei pressi di Nosy Be. Il viaggio verso il Madagascar in genere 8/9 ore e va tenuto in considerazione il fuso del terzo meridiano ovest che porta l’orologio avanti di due ore rispetto al nostro orario (un’ora soltanto in regime di ora legale). Per quanto riguarda i requisiti d’ingresso ci è di molto aiuto il sito viaggiaresicuri.it fornito dalla Farnesina. Per i minori troverete alla pagina un link dedicato. Assicuratevi che il passaporto abbia una pagina vuota nella sezione “visti all’ingresso”. Fondamentale è disporre già di un biglietto di ritorno. 

La moneta locale è l’Ariary (MGA) per cui un euro corrisponde a circa 4.000 MGA e qualora disponessi di una cifra superiore ai 7500€ conviene fare una dichiarazione per non avere problemi al ritorno. Oltre ai due aeroporti, in Madagascar esistono quattro linee ferroviarie che non brillano per modernità e proprio per questo vittime di svariati inconvenienti giornalieri. Oltretutto le tratte non sono coperte in tempi rapidi, ma ciò offre anche la piacevole possibilità di ammirare il paesaggio circostante.

Per quanto riguarda le strade, i principali raccordi stradali sono la RN7, RN27, RN10, RN1B che tuttavia non sempre risultano asfaltate. Il mezzo migliore per muoversi è il taxi, anche privati, che per un turista sono una spesa decisamente bassa e comoda. Se vi trovate a percorrerle la patente internazionale è consigliata e sempre consultando il sito di viaggiaesicuri.it potrete venire a conoscenza delle principali regole del codice stradale.

A proposito di sicurezza potrà esserti utile fare riferimento al portale fornito dalla Farnesina stessa con la quale è possibile rimanere aggiornati e informati con il proprio tour operator, e il secondo per rendere eventuale necessità di soccorso più semplice e immediata. Infine è consigliabile stipulare una polizza assicurativa per la copertura delle spese mediche e di solito grazie al tour operator questo passaggio è ben curato. La vaccinazione contro la febbre gialla è richiesta per chi proviene dai Paesi a rischio trasmissione. L’Italia non è inclusa, ma se prima o dopo il Madagascar sei stato o andrai in uno di questi Paesi la dovrai effettuare. 

consigli pratici per il madagascar

Madagascar: il periodo migliore per partire 

Il periodo migliore in Madagascar è difficile da stabilire ed è generalmente stabilito dai propri interessi. Il clima tropicale infatti consente un lungo arco di tempo favorevole che nell’Emisfero Sud. Questo periodo va da Aprile fino ad Ottobre, soprattutto se l’intenzione è quella di dedicare molto tempo al mare del Madagascar. In generale però il periodo migliore è da Settembre/Ottobre, periodo lontano dai venti primaverili e dal caldo di Luglio/Agosto che tra l’altro è anche il periodo più intenso a livello turistico. Il nostro primo autunno è anche il periodo migliore in Madagascar per avvistare le Balene

Quello che va assolutamente evitato è il periodo che intercorre tra dicembre e marzo. E’ la stagione piovosa, caratterizzata da forti tempeste tropicali. 

La temperatura è tipicamente tropicale, varia tra i 26 e i 30 gradi tutto l’anno, con le dovute differenze tra Nord e Sud del Paese.

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Il clima in Madagascar: curiosità sul popolo Malgascio 

La popolazione purtroppo generalmente versa in condizioni di povertà nonostante la grande ricchezza di risorse e il buon successo dal punto di vista turistico. Ciò comunque non mina la generale ospitalità e accoglienza delle varie etnie: l’importante è sempre avere un approccio corretto e rispettoso.

In Madagascar ci sono varie etnie. La popolazione più rilevante è quella dei Merina. Come logica conseguenza anche la religione e i culti variano e hanno diversi ascendenti dal cattolico ai testimoni di Geova, ma esistono anche numerose credenze locali animistiche. Dalla forte religiosità delle tribù ha origine uno dei riti tradizionali più tipici del Madagascar: il famidihana. Questo rito che avviene a luglio è importantissimo e consiste sostanzialmente nella riesumazione dei corpi dei defunti che verranno celebrati, onorati e festeggiati per le vie del paese. Il legame tra vivi e morti è davvero sentito in Madagascar; non bisogna mancare di rispetto ai defunti e mancare la famdihana è sacrilegio.

La domenica, soprattutto lungo i villaggi costieri, potresti imbatterti nelle comuni lotte malgasce. La popolazione si riunisce in cerchio e un “guerriero” lancia occhiate di sfida finchè non trova lo sfidante (può darsi che vi sia un nulla di fatto.) I due sfidanti di diverso villaggio si scontrano in una dimostrazione di forza nel tentativo di prevalere, tanto è vero che spesso masticano foglie di kat che in quanto pianta eccitante rende meno percepibile il dolore.

Per quanto riguardo la cucina malgascia, difficilmente troverete in tavola il maiale che è al di fuori dalla tradizione delle popolazioni locali. Principe invece dei menù sull’isola è il riso spesso accompagnato da varie ricette a base di pollo e carne di zebù. Anche il pesce è molto diffuso e non a caso la pesca è un’importante attività economica del paese. Tra gli utensili tipici e adatti come souvenir se acquistabili vi sono ciotole, attrezzi ricavati dal corno del zebù oppure quelli intagliati ad arte dai legni di ebano e palissandro. Ti capiterà anche di ammirare colorati tessuti in cotone. 

Ringrazio Greta Vanzulli di Rolling Pandas per il primo dei suoi 3 articoli dove vi svelerà alcune delle informazioni necessarie per organizzare un viaggio in Madagascar.

Buon Madagascar AMICI DI META!

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